Nell'annuale classifica generale sullo stato del patrimonio edilizio scolastico Bologna staziona al penultimo posto. Solo Catania peggio del capoluogo emiliano. Firenze e Torino restano tra le prime dieci province mentre Milano e Genova perdono posizioni di Gerardo De Fabrizio e Michele Esposito
18 dic 2008 - La pecora nera nella Regione più virtuosa. Così appare Bologna nel rapporto Ecosistema Scuola del 2008, stilato, come ogni anno, da Legambiente. Nel dossier, uno dei pochi documenti a fornire un quadro complessivo della qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi, il capoluogo emiliano si posiziona al 49esimo posto su 50 province esaminate. Nella classifica, ironia della sorte, le prime tre posizioni sono occupate da altrettante città emiliano-romagnole: Parma, Ravenna e Forlì. Al decimo posto troviamo Piacenza, tre gradini più giù Rimini e in 19esima posizione Modena. E non è finita qui. Oltre alla graduatoria generale, che tiene conto delle scuole dell’obbligo e di quelle di istruzione secondaria, Legambiente ha elaborato altre due classifiche. La prima verte sulle pratiche ecocompatibili utilizzate dagli istituti; la seconda sullo stato di rischio delle strutture scolastiche. In entrambe i casi il Comune e la Provincia di Bologna hanno fornito dati incompleti, tanto da essere esclusi dalla speciale lista. “I controlli sono approssimativi e sono ostacolati da una burocrazia tentacolare. Il fatto che siano due organi separati – Provincia e Comune – a dover fornire questi dati, rende il tutto più macchinoso’’, spiega il presidente di Legambiente Emilia-Romagna Luigi Rambelli. In effetti, ottenere delle informazioni a riguardo dalla Provincia e dal Comune non è facile. Raccogliere le voci di chi si occupa dell'edilizia scolastica può rivelarsi una corsa ad ostacoli. E Rambelli evidenzia come questo sia un problema italiano. “Bologna non è la sola ad averci dato dati incompleti’’. Ci sono anche Avellino, Chieti, Messina, Treviso, Reggio Calabria e Brindisi, per completare un quadro non certo roseo. Piazzare, però, 6 province nelle prime 20 posizioni è spia di un virtuosismo per l'Emilia Romagna che va sottolineato. Solo Bologna, si legge nel rapporto, non è "ancora in un'ottica di attenzione politica e culturale sull'ediliza scolastica". L'assessore comunale alla scuola, Milly Virgilio, però, non è dello stesso avviso. "Il rapporto di Legambiente è criticabilissimo perchè ha dei criteri disomogeni ed è redatto a più mani, spesso poco coordinate tra loro - tuona l'assessore - Non tiene conto del fatto che Bologna ha un patrimonio edilizio costruito negli anni 70 e che ospita in sicurezza migliaia di ragazzi che provengono da fuori città. Sono consapevole che va migliorato, ma non abbiamo i soldi sufficienti per farlo in breve tempo". C'è da dire che quasi tutte le scuole della provincia bolognese hanno sia il certificato di agibilità statica sia quello igienico sanitario, a mancare sono per lo più il certificato prevenzione incendi e le scale di sicurezza. Molti edifici ne sono sprovvisti e non tutti riusciranno a mettersi in regola entro il 2009. "Il tema della sicurezza è seguito in consiglio comunale e la manutenzione delle scuole è per noi una questione prioritaria" ha più volte affermato l'assessore Virgilio, raggiunto telefonicamente. "Mancano le certificazioni formali, questo si. Ma mi sento di affermare che le scuole sono sostanzialmente sicure. Non ci sono pericoli per gli studenti ". Dopo la sciagura di Rivoli, però, non c'è stato un cambio di rotta. I lavori per adeguare gli edifici scolastici vanno ancora a rilento e anche se il rapporto di Legambiente può risultare controverso, restano aperti i cantieri e le certificazioni dei Vigili del Fuoco tardano ad arrivare. (su La Stefani.it)
http://lastefani.it/settimanale/article.php?directory=081218&block=0&id=2
venerdì 19 dicembre 2008
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